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DECOLLATURA - "Il giornalismo nella bufera di Internet", è stato il tema di un incontro realizzato dal Circolo giovani di Decollatura nella palestra del liceo scientifico.
Un incontro dedicato ai numerosi studenti che ha visto alti nomi dell'informazione e dell'editoria dibattere su un argomento di grande attualità. Dopo i saluti del dirigente dell'Ipaa Angelo Lio per il quale la scuola «non fa politica ma forma i giovani in modo che siano interessati alla politica in modo produttivo» è stata la volta di Luigi De Grazia presidente del circolo che ha posto le domande cruciali. Il compiacimento per l'entusiasmo mostrato dal neocircolo di Decollatura è stato espresso da Aldo Ferrara presidente circolo giovani di Catanzaro e vicepresidente Confindustria provinciale senior. Il dibattito è entrato nel vivo della tematica con l'intervento di Stefano Caliciuri, giornalista, responsabile della redazione romana de "il Domenicale", collaboratore del Giornale, l'Indipendente e Ideazione, che ha posto l'accento sulla rapidità di ottenere informazioni tramite internet. «Un tempo occorrevano ore di ricerche in biblioteca per approfondire una notizia che oggi possiamo raggiungere in un secondo» ma esiste a detta del giornalista uno svantaggio poiché non si entra nel dettaglio e non emergono le sfumature emotive che tipizzano il luogo dell'avvenimento. «Esiste la tendenza attuale del giornalista di poltrona e bisogna avere il coraggio di andare a ritroso per investire maggiormente sulla formazione dei giornalisti per assaporare di nuovo il gusto di essere dentro la notizia».
Per Vinicio Leonetti, giornalista della "Gazzetta del Sud" e del "Sole 24 Ore" «è rilevante che i giovani, che vivono da tempo nel mondo internet, si chiedano in che direzione va l'informazione e che tipo di informazione vogliono. L'avvento dei nuovi sistemi di cui si serve l'informazione ha sempre creato interrogativi angoscianti, così dall'invenzione della televisione ci si è chiesti se la stampa fosse scomparsa. La stampa si serve di internet per comunicare oltreoceano ma, come asserisce Rudolph Murdock, l'editore di Sky 24, "o ci si adatta ai cambiamenti o si muore"». Per il giornalista della "Gazzetta del Sud" deve esserci una compensazione tra le diverse modalità di fare informazione ed esiste un cambiamento nella fruizione dell'informazione stessa, ma per chi ama approfondire la notizia, il giornale è la fonte più attendibile e completa. «La notizia - ha aggiunto Leonetti - indipendentemente dalla sua importanza viene inviata su un telefonino con 100 battute, esiste chi si accontenta e chi invece vuole andare oltre».
Florindo Rubettino, docente universitario e presidente regionale dei giovani imprenditori ha espresso vivo compiacimento per la nascita del circolo giovani. «Quando è nato internet - ha detto - si pensava di fare editoria senza editori, ogni nuovo mezzo di comunicazione rappresenta una ricchezza ma ogni strumento va preso per quello che è, uno strumento». Scettico sulle "sentenze terribili" è il senatore e giornalista Lino Iannuzzi che davanti ad una platea incantata di giovani ha detto: «Vorrei mettere in guardia i giovani dalle fregature che la vita riserva, dovete studiare per essere, al momento giusto, capaci di strappare le poltrone alle vecchie generazioni. Sono passato dalla penna alla macchina da scrivere con molte difficoltà perché erano più complicate le correzioni, il computer ha portato dei miglioramenti ma guai se dovesse esistere solo internet con il quale è difficile trasmettere i sentimenti, i valori. La storia dei messaggi trasmessi con il cellulare dai giovani è indice di un nuovo modo di comunicare, è indice di progresso, i giovani sono in grado di comunicare intense lettere di amore con poche parole. Con gli sms si può imparare a scrivere. Esercitatevi con gli sms - ha concluso - e a breve ci incontreremo qui di nuovo per discutere dei vostri messaggi».
Consolatevi: se al posto suo ci fosse stato lui sarebbe successo molto prima.
Bruno Lauzi è morto. Lo vogliamo ricordare citando le sue stesse parole:
"E’ liberale l’uomo che ha il dubbio di avere torto.. E’ sfortunato il liberale che vive in un Paese di sessanta milioni di Marco Pannella, certi di avere sempre ragione. Il vero liberale è anche un liberista, poiché si è veramente liberi di pensare quando si è liberi di commercializzare il proprio pensiero. L’acquisto è un voto". (tratto da "Il dubbio e la certezza")
Nicolas Sarkozy sta pensando di inserire sul nuovo progetto di legge pro-sicurezza un articolo che prevede il giudizio in corte d'assise per chi si macchia di reati contro poliziotti, gendarmi e pompieri. Perchè non attuarla anche in Italia? O forse ci sono troppi manifestanti no-global amici del governo, ultras amici del governo, marciatori della pace amici del governo, eccetera eccetera eccetera?
Togliere il superbollo ai Suv per metterlo agli scooter significa tassare i ricchi per ridistribuire ai poveri? A Prodi: ma vaffanculo!
In uno splendido colloquio con il filosofo André Klucksmann pubblicato sulla rivista "Le Meilleur des mondes", il leader Ump Nicolas Sarkozy anticipa quello che può essere definito il suo "programma presidenziale" atutto tondo. Dai rapporti internazionali con Germania, Polonia, Russia e Stati Uniti, al fattore sicurezza ed immigrazione interna. Di particolare rilievo un pensiero sul futuro dell'Unione europea: "Non ho mai accettato lo strano ragionamento per cui la libertà era esclusiva degli europei occidentali mentre non lo era per gli europei orientali. Assurdo. L'Europa è stata creata per rassicurare e non è normale che invece desti preoccupazione. E' un paradosso. Perchè l'Europa preoccupa? Perchè non si è avuto il coraggio di affrontare la questione delle frontiere. L'Europa deve avere frontiere? La mia risposta è sì. Né si è avuto il coraggio di affrontare una seconda questione, quella della preferenza europea. Niente frontiere, niente preferenza europea. Non si può dire: accetto di condividere la mia sovranità in un universo che è senza fine. Da qui, il dibattito sulle frontiere che, secondo me, è essenziale. Io sono evidentemente per la riunificazione europea. Ma questo non ci impedisca di pensare all'avvenire ed alle difficoltà che inevitabilmente solleva una concezione dell'Europa come dato geografico dai contorni incerti, piuttosto che come progetto politico non riconducibile ad un territorio".
Questa mattina Roma si è svegliata con una terribile notizia: uno scontro in metropolitana tra due convogli ha provocato (ad ora) due morti e oltre cinquanta feriti. Ottimo il lavoro di Sky che ha sin da subito madato una troupe sul posto e mantiene un collegamento diretto da studio. Da Rai news 24, invece, nessuna notizia. Chiunque abbia la curuiosità di guardare questo canale satellitare di second'ordine vedrebbe Prodi che spiega quanto è bravo e bello. Mi chiedo: come è possibile. Non sarà che forse a Sky, essendo un'azienda privata, i giornalisti lavorano davvero? Tutto questo, ovviamente, con stipendi (minimi + indennità) che gli altri giornalisti se li sognano...