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Manca soltanto un anno alle elezioni politiche. Nel centro-sinistra il dibattito sulla leadership e sulle primarie è più vivo che mai: Rutelli, Di Pietro, Pecoraro Scanio e Bertinotti sono pronti a gettare il guanto di sfida a Romano Prodi. Il professore, per difendersi dagli attacchi trasversali, si fa forte dell'esperienza europea e della paternità nazionale dell'euro. Proprio su questo punto anche noi siamo consapevoli che abbia giocato un ruolo fondamentale, se non addittura decisivo nell'economia nazionale ed europea; e come noi anche molti illustri compagni di viaggio continentale. (1 - 2). Ecco, inoltre, come gli stessi francesi vedono la faccenda Iri-Sme.
Mezza Roma sta aspettando il giorno delle nozze di Francesco Totti per festeggiarlo e celebrarlo come solo i romanisti sanno fare. Il capitano giallorosso dice che sarà sicuramente emozionato e che vorrà avere cinque figli ai quali "come mi hanno insegnato i miei genitori, insegnerò loro a mia volta l'educazione ed il rispetto per gli altri". D'altronde, con un padre così come metterlo in dubbio?


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Le squadre romane portano proprio bene all'Inter: tre degli ultimi quattro trofei sono stati vinti proprio contro le squadre della capitale. Uefa 91 contro la Roma; Uefa 1998 contro la Lazio: Coppa Italia 2005 di nuovo contro la Roma. Forse per vincere anche lo scudetto Moratti potrebbe pensare ad una Lega a tre squadre...

"Con il 'No ai quattro quesiti è stata certificata la morte definitiva del processo referendario. Al di là del contenuto dei quattro quesiti, questo esito è estremamente negativo perchè la democrazia italiana perde l'unico strumento di democrazia diretta. Dietro a questo risultato c'è stato un difetto di comunicazione, in quanto temi certamente complessi come la ricerca scientifica e i diritti delle coppie alla libertà riproduttiva hanno prodotto un deficit di comprensione". Lo ha detto oggi la "bonassa" sottosegretaria dello Stato Italiano, Margherita Boniver. Un commento ci viene spontaneo: a Margherì, e stacce...
E adesso c'è chi la butta sulla differenza classista tra chi può andare all'estero a farsi inseminare e chi no. Bene, andate, andate pure...
E' durata solo ventiquattro ore la candidatura di Vittorio Mathieu, il filosofo ligure di nascita e torinese d'adozione, alla presidenza della Rai. Noi Mathieu lo conosciamo, lo stimiamo e lo rispettiamo e proprio per questo siamo contenti che non andrà alla Rai. Ma ve lo immaginate un filofoso di tal levatura in mezzo a gente che non conosce neppure la geografia? In mezzo a gente che pensa che Sv sta per Svizzera e non per Savona? E meno male che si tratta di Rai Educational...
Il terremoto politico era inevitabile. La delusione pure. Ma all'indomani del fallimento del referendum sulla fecondazione, la querelle investe anche nomi inaspettati: dalla Ventura, alla Ferilli, fino alla Bellucci. Sono le testimonial vip che dai salotti dei talk show o dalla copertina di Vanity Fair avevano invitato a mettere la croce su quattro sì. E che a urne aperte sembrano essersi dileguate. Forse dimenticando le loro, di croci...
Il loro impegno durante la campagna elettorale è stato sotto gli occhi di tutti. Impossibile girare per le strade senza incappare nel sorriso smagliante e nel seno a vista di Sabrina Ferilli che dai cartelloni pubblicitari invitava a cambiare la legge 40. Inevitabile accendere la televisione e ascoltare l'appello di qualche madrina vip schierata a favore del sì. Un impegno che si è esteso anche alla carta stampata, con interviste e con l'ormai famosa copertina di Vanity Fair, su cui Simona Ventura, Afef e Monica Bellucci hanno posato abbracciate e sorridenti. Ognuna con la propria personale esperienza di donna, ma a dimostrare che davvero l'unione fa la forza, anche quando si parla di fecondazione assistita. Così, molti hanno storto il naso quando, mentre gli italiani erano chiamati al voto, di cotante testimonial è sembrata essersi persa ogni traccia. Domenica, quando le urne sono state aperte, nessuna di loro si è fatta riprendere agguerrita ai seggi. Lunedì, quando tutti gli occhi erano puntati sulle percentuali di affluenza alle urne, per capire se il quorum fosse stato raggiunto, non una si è fatta vedere in trepidante attesa. Erano in altre faccende affaccendate, si scopre. Un viaggio fissato da tempo, come quello negli stati Uniti che probabilmente ha tenuto SuperSimo lontano dalle schede elettorali. I possibili impegni familiari in Francia, per Monica Bellucci. Una gita fuori porta per Afef, che avrebbe passato la domenica tra le calli veneziane, o per Sabrina Ferilli, che invece si sarebbe rilassata in campagna. Forse è troppo malizioso pensare che nessuna di loro abbia votato. Lo ha fatto sicuramente Afef, che ha tenuto a precisare di essere in possesso di un passaporto italiano da 13 anni e quindi di essere andata alle urne. Meno male, comunque, che nei giorni clou altre testimonial sono rimaste sul campo, a rappresentare l'impegno vip per la fecondazione. Come Lella Costa che, dalle pagine del Corriere della Sera, ha urlato tutta la propria delusione e ha detto di essere talmente affranta da aver pensato di andare lontano dall'Italia, dopo i risultati del referendum. Alcune colleghe l'avevano fatto già prima...
(un ringraziamento particolare a Tgcom.it)
Non andiamo troppo in là con gli anni, prendiamo soltanto gli ultimi cinque. Come si può chiaramente vedere da questo grafico, l'indice del tasso di natalità (donne/nati) per le italiane è in ripresa e mette a tacere tutti gli eventuali allarmamismi e gli "al lupo, al lupo". Certo, il dato potrebbe essere considerato bassino se prendiamo questo come esempio, ma è importante comunque vedere un trend finalmente positivo. E a chi potrebbe obiettare che l'indice italiano è uno dei più bassi del mondo, noi gli rispondiamo con quest'altro indice. A cui, sicuramente, teniamo di più.
Imperdibile commento di Angelo D'Addesio
Eppure sono passati soltanto due anni, ma a quanto pare avete già dimenticato quello che dicevate...