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Non si fa neanche in tempo a pensarla una cosa, che qualcun altro l'ha già fatta!!!
Il nuovo patto politico siglato tra pannelliani e boselliani punta ad aggregare all'interno dell'Unione una lista caratterizzata da uno spirito "Laico, socialista, liberale e radicale". La stessa dicitura si può travare sul simbolo adottato, una rosa stretta in pugno. Prendendo d'aiuto il dizionario De Mauro della lingua italiana, proviamo ad esaminare il significato delle quattro definizioni:
Laicismo : corrente di pensiero che rivendica l’autonomia dello stato dall’autorità ecclesiastica sul piano politico, sociale e culturale;
Socialismo: insieme delle teorie filosofiche ed economiche, dei movimenti e dei sistemi politico–sociali che si propongono il controllo collettivo dei processi sociali, fecendo prevalere l’interesse e il bene comune sugli interessi privati, spec. con l’abolizione totale o parziale della proprietà privata dei mezzi di produzione;
Liberalismo: dottrina e movimento politico che sostiene i limiti del potere statale e il primato dei diritti individuali sul potere pubblico e statale;
Radicalismo: orientamento politico di ispirazione laica nato in Europa tra il Settecento e l’Ottocento, spec. a opera di Jeremy Bentham e John Stuart Mill, finalizzato al superamento del liberalismo, in nome dello sviluppo dei diritti civili e delle istituzioni democratiche.
Come loro stessi hanno sottolineato tramite un comunicato stampa, "il primo impegno è quello della presentazione di un primo pacchetto di riforme nel campo dei diritti civili, delle istituzioni, dell’economia e della politica estera. Radicali e socialisti si impegnano a trasformare i singoli obiettivi in proposte anche legislative da depositare in Parlamento nelle prossime settimane". Ogni lettore è abbastanza provveduto da riuscire a farsi un giudizio da sè e capire quanto i suddetti siano realmente motivati dal disegno politico o piuttosto da qualcosa che altrimenti non avrebbero, leggasi finanziamenti pubblici in seguito a rappresentanza parlamentare (ma questo necessita della compiacenza di almeno il 3 per cento degli elettori e noi siamo convinti che in questo caso gli italiani che si faranno circuire non saranno così tanti).
Ormai è fatta: anche il centro-destra organizzerà le primarie. Da più fronti cominciano ad uscire i nomi dei tre papabili candidati: oltre a Berlusconi, in lizza ci saranno anche Fini e Casini. Una lotta a tre che, a bocce ferme non dovrebbe avere storia: Berlusconi che trionfa, Casini fa l'exploit, Fini raggranella i suoi. Ecco perchè ci vuole anche un candidato di rottura, che sappia da una parte mescolare le carte e dall'altra dimostrare la valenza di un'idea che vecchi matusa hanno deciso di affossare con la complicità dei socialisti: Benedetto Della Vedova, secondo noi, può rappresentare quest'idea. Ne siamo convinti!
Le elezioni politiche 2006 sono ormai alle porte. Da qui in avanti si assisterà a un susseguirsi di sondaggi che tenteranno di dare un quadro della evoluzione della competizione elettorale tra Unione e Cdl. Ma ora, avendo a disposizione una base di dati precisi, si possono tentare delle previsioni ragionate in base alle ultime elezioni. Questi dati, infatti, permettono di rispondere ad una domanda: se lo scorso aprile si fosse votato per eleggere deputati e senatori, invece che presidenti e consigli regionali, come sarebbe andata a finire? Per rispondere è stato necessario avere i dati di tutte le sezioni elettorali e riaggregarli sulla base dei collegi uninominali. Questo consente di cogliere l'evoluzione dei rapporti di forza tra centrodestra e centro-sinistra nei collegi uninominali della Camera a partire dal 2001 (tutti i dati sono fonte Cise). [2001 - 2004 - 2005 Casa delle Libertà – 282 264 201 Unione - 189 207 270 altri - 4 4 4] Vanno fatte due precisazioni. Per quanto riguarda i dati del 2005, visto che si è votato solo in 14 regioni, sono stati integrati i dati relativi a queste regioni con i dati delle elezioni europee del 2004 per le sei regioni in cui non si è votato nel 2005 (tra queste Sicilia e Sardegna). La seconda precisazione riguarda il fatto che, mentre i dati del 2001 sono relativi ai voti maggioritari, quelli del 2004 e in parte (per le sei regioni di cui si è detto) quelli del 2005 sono voti proporzionali. I numeri della tabella sopra mostrano un quadro molto chiaro. Tra il 2001 e il 2005 i rapporti di forza tra i poli si sono completamente ribaltati. Nel 2001 il centro-destra aveva vinto 282 collegi uninominali della Camera contro i 189 del centro-sinistra. Con i voti del 2005 il centro-destra ne avrebbe vinti 201 e il centro-sinistra 270. Questo dato, tra l'altro, sottostima il successo del centro-sinistra perché i dati delle sei regioni per cui abbiamo dovuto utilizzare i voti delle elezioni europee sono più favorevoli al centro-destra: questo ribaltamento si verifica tra il 2004 e il 2005 e non prima. Il confronto tra i risultati reali del 2001 e quelli ricalcolati del 2004 mostra ancora un notevole vantaggio del centro-destra sul centro-sinistra. Questo si spiega in parte con il fatto che i voti delle europee sono voti proporzionali e il centro-destra va meglio in questo tipo di competizione, e in parte con il fatto che tra il 2004 e il 2005 si è verificata una reale redistribuzione di preferenze elettorali. È meno probabile, invece, che la spiegazione sia da cercare nel tasso di partecipazione al voto visto che nelle 14 regioni in cui si è votato nel 2005 la percentuale di voti validi è molto simile a quella delle elezioni europee. Anzi, proprio nella zona in cui il centro-destra ha perso più voti e cioè il Sud, più elettori sono andati a votare nel 2005 rispetto al 2004. Questo indebolisce di molto la tesi di chi sostiene che le perdite del centro-destra nel 2005 sono dovute al fatto che molti suoi elettori sono rimasti a casa. C'è dell'altro dentro la sconfitta della Cdl. Ma dov'è che la sconfitta del centrodestra è stata più pesante in termini di seggi? [Nord Ovest - CdL 27 Unione 23 Nord Est - CdL 34 Unione 92 Centro - CdL 2 Unione 78 Sud - Cdl 84 Unione 131] Con i voti del 2005 il centro-sinistra avrebbe conquistato complessivamente 81 seggi in più rispetto a quelli effettivamente vinti nel 2001. Di questi solo due nel NordOvest, 16 nel Nord-Est, quattro nel Centro e ben 59 nel Sud. Ancora una volta è il Sud, con la sua volatilità, a fare la differenza in termini di risultato finale. Nella tabella in basso è possibile vedere i seggi ottenuti in questa zona dal centro-destra e dal centro-sinistra nelle elezioni politiche della Camera nel '96 e nel 2001 e quelli che avrebbero ottenuto con i voti presi alle europee del 2004 e alle regionali del 2005. Tra il '96 e il 2001 si è passati da una situazione di sostanziale equilibrio a una di forte vantaggio della Cdl. Il rapporto che era di 1 a 1 nel '96 è diventato di 3 a 1 a favore del centro-destra nel 2001. [SUD Camera Politiche 1996 Politiche 2001 Europee 2004 Regionali 2005 Centro Destra 48 66 58 39 Centro Sinistra 52 34 42 61] Eppure a livello aggregato il centrodestra ha ottenuto in tutte le regioni del Sud (che nella nostra classificazione comprende anche Lazio e Abruzzo) il 46,3 per cento dei voti contro il 41,4 per cento del centro-sinistra. Uno scarto di soli cinque punti percentuali si è tradotto in una pesante sconfitta in termini di seggi. Questo naturalmente è il risultato dell'effetto-leva del sistema maggioritario combinato con la presenza al Sud di un elevato numero di collegi competitivi, i cosiddetti «collegi marginali», quelli in cui si vince o si perde per una manciata di voti. Nel 2001 ben 117 collegi su 215 rientravano in questa categoria. Tanto per dare un'idea al Nord erano 55 su 180 e nelle regioni del Centro 18 su 80. Per questo motivo bastano anche solo piccoli spostamenti di voti per determinare grandi spostamenti di seggi. E in alcune regioni del Sud gli spostamenti di voto non sono stati proprio piccoli. Eppure ancora nel 2004 la situazione al Sud era ancora favorevole al centro-destra. Solo con i dati del 2005 si nota il netto ribaltamento tra centro-destra e centro-sinistra. Per concludere vediamo com'è cambiata in termini di seggi, sulla base dei dati 2005, la geografia elettorale del Paese. Nel Nord-Ovest il riallineamento elettorale tra centro-destra e centro-sinistra ha prodotto una situazione di sostanziale equilibrio: 27 seggi al centro-sinistra e 23 al centro-destra. Nel Nord-Est il centro-destra ha perso molti voti ma il suo vantaggio rispetto al centro-sinistra è così cospicuo che il rapporto in termini di seggi resta di 3 a 1 a favore della Cdl. Del Centro c'è ben poco da dire visto che i dati del 2005 non fanno che confermare il fatto storico che qui non esiste una reale competizione elettorale visto il vantaggio di cui gode il centro-sinistra. Resta il Sud. Ed è qui che il centro-sinistra ha vinto le elezioni politiche virtuali del 2005 e potrebbe vincere, o perdere, quelle vere del 2006.