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Da fonti vicine al Coordinamento per la tutela del Bianco si viene a sapere che le violenze australiane nei confronti degli stranieri siano cominciate nello stesso momento in cui aveva inizio a Sydney la riunione dell'esecutivo degli Azzurri nel Mondo per l'Australia.

In foto, un momento dei tafferugli tra Bianchi ed Azzurri
Lo dissi già sei mesi fa, ma continuo a ripeterlo perchè è impossibile che la Rai continua ad avere nel suo sito filosofico pacchiani errori di geografia. Lo volete capire o no che Sv è la sigla di Savona e non della Svizzera? Lo volete capire o no che Varazze si trova in Liguria e non nella confederazione elvetica? Forse abbiamo capito perchè la candidatura di questo signore a presidente Rai è durata solo ventiquattro ore: non vuole avere nulla a che fare con dipendeni di tal fatta!
Per alcuni anni, credendo probabilmente in un ideale utopico, ho attivamente frequentato il sindacato dei gionalisti. Oltre a varie riunioni (molto spesso inutili) e attività di collegamento interno tra redazione ed editore (il classicissimo CdR) non si faceva nient'altro. No, pardon, ho sbagliato: si discuteva e ci si "scannava" in occasione della compilazione delle liste per qualsivoglia elezione (Odg, Inpgi, Cagagit, commissioni varie, garanti vari, istituti vari). Essere eletti significava non lavorare per una manciata di anni, viaggiare e pernottare e spese dell'ordine per altrettanto tempo, pranzare e cenare in questo o quel ricevimento. E, ai più fortunati, spettava anche un gettone di presenza. Il sindacato dei giornalisti, come molti sapranno, è unico, nel senso che non ha antagonisti. I metalmeccanici, almeno, possono scegliere da quale organizzazione farsi rappresenare. I giornalsti no, al limite è concesso loro di appartenere ad una corrente differente da quella della maggioranza uscente. Ma, per carità, è vietato costituire un organismo avverso alla Fnsi. Passata la "sbornia d'attivismo", dicevamo, ho abbandonato tutto, ovviamente anche la tessera di iscrizione (informatevi bene, colleghi professionisti: con quello che vi trattegono dallo stipendio vi pagate le vacanze!). Messi sulla bilancia costi (tanti e perenni) e benefici (l'adesivo "press" per l'auto) ovviamente la mia decisione è stata univoca e senza ripensamento. Il momnto più bello, però, accadeva nel momento di uno sciopero. Se veniva indetto bisognava farlo perchè, tanto, anche se andavi in redazione, il giornale mica puoi farlo da solo! Però se stai a casa venivi conteggiato tra gli scioperanti. Ora, sia ben chiaro, io non sono contrario ideologicamente a qualunque sciopero, ma vorrei poter scegliere se farlo o meno, a seconda delle mie convinzioni personali. Qualcuno dirà che lo bisogna fare per solidarietà di categoria. Appunto, ma anche la solidarietà, se permettete. è una decisione personale. Non per forza devo augurare tutto il bene del mondo a chiunque, in cuor mio potrei anche volerne la rovina o potrei più semplicemente non essere d'accordo. Faccio un esempio pratico: se lavoro in un giornale in cui il mio editore mi ha sempre trattato a meraviglia, mi paga il superminimo, non fa questioni sull'orario di lavoro purchè il giorno dopo il prodotto esca in edicola, è soddisfatto dei contenuti e della raccolta pubblicitaria, bene, in un ambiente di tal guisa, perchè io dovrei scioperare? Per solidarietà? E perchè invece non facciamo il discorso contrario: cominciate voi ogni tanto ad uscire dalle redazioni non affidare iservizi ai services, cominciate voi ad occuparvi delle inchieste di cronaca o al puro dibattito politico senza ogni volta sfociare nella considerazione personale e nell'approfondimento partigiano, provate voi redattori e vicecapiservizi a scrivere in prima persona non delegando sempre all'opinion leader di turno decine di pagine bianche da riempire, provate, insomma, a lavorare un po' di più e vedrete che anche il vostro editore sarà contento nel vedere dimezzati i costi delle super-collaborazioni da voi assegnate. Qualcuno dice che stare al desk ruba un sacco di tempo: torniamo allora all'antico, quando il giornalista scriveva (fatti, non commenti) e l'impaginatore impaginava. Io non farò più uno sciopero che non mi veda d'accordo, me ne fotto della solidarietà, a maggior ragione per i "colleghi" che in segno di solidarietà si permettono di denunciare i giornalisti che non hanno aderito alla due giorni di sciopero della scorsa settimana!
UPGRADE - Per completezza "copio-incollo" il citato articolo 2 della legge 69/63 ed evito ogni ulteriore commento al riferimento sullo sciopero: "È' diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d'informazione e di critica, limitata dall'osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.
Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte, e riparati gli eventuali errori.
Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse, e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori".
In Piemonte la questione legata all'alta velocità (poi divenuta alta capacità) prosegue da anni, ma soltanto negli ultimi mesi è diventata di interesse nazionale. Opinionisti, giornalisti, politici, blogger: la lista di quanti hanno voluto dire la loro è pressoché infinita, anche se la stragrande maggioranza di essi probabilmente in Val di Susa non ci ha mai messo piede. E, tantomeno, conoscono realmente le motivazioni della protesta che sono ben più articolate rispetto a quelle semplificate sugli organi di informazione. Ecco, in sintesi, le dieci confutazioni agli argomenti di massa:
1. SENZA LA TORINO-LYON IL PIEMONTE SAREBBE ISOLATO DALL'EUROPA
In realtà il Piemonte è già abbondantemente collegato all’Europa e soprattutto attraverso la Valle di Susa. In questa valle esistono già due strade statali, un’autostrada e una linea ferroviaria passeggeri e merci a doppio binario. Esiste perfino la cosiddetta autostrada ferroviaria (trasporto dei TIR su speciali treni-navetta). Sono tutte linee di collegamento con la Francia attraverso due valichi naturali (Monginevro e Moncenisio) e due tunnel artificiali (Frejus ferroviario e autostradale). Il tutto in un fondo-valle largo in media 1,5 km! A fatica ci sta anche un fiume, la Dora Riparia, che di tanto in tanto va in piena...
2. LE LINEE FERROVIARIE ESISTENTI SONO SATURE
In realtà l’attuale linea ferroviaria Torino-Modane è utilizzata solo al 38% della sua capacità. Le navette per i TIR partono ogni giorno desolatamente vuote. (Ma sono state riscoperte e prese d’assalto nel periodo di chiusura del Frejus per incendio). Il collegamento ferroviario diretto Torino-Lyon è stato soppresso per mancanza di passeggeri. E il flusso delle merci -previsto da chi vuole l’opera in crescita esponenziale - è invece sceso del 9% nell’ultimo anno!
3. LA TORINO-LYON E’ INDISPENSABILE AL RILANCIO ECONOMICO DEL PIEMONTE.
In realtà è’ vero il contrario. Togliendo risorse (è tutto denaro pubblico) alla ricerca, all’innovazione e al risanamento dell’industria in crisi profonda (Fiat e non solo), il TAV sarà la mazzata finale all’economia piemontese.
4. Il TAV TOGLIERA’ I TIR DALLA VALLE.
In realtà tanto per cominciare, i 10/15 anni di cantiere necessari a costruire la Torino-Lyon porteranno sulle strade della Valle e della cintura di Torino qualcosa come 500 camion al giorno (e alla notte) per il trasporto del materiale di scavo dai tunnel ai luoghi di stoccaggio. Con grande aumento di inquinanti e polveri. Finita la apocalittica fase di cantiere e realizzata la Grande Opera, chi ci dice che le merci passeranno dall’autostrada alla nuova ferrovia? Anzi. I promotori dell'opera e recenti studi di ingegneria dei trasporti ci dicono che solo l' 1% dell'attuale traffico su gomma si trasferirà sulla ferrovia.
5. I VALSUSINI SONO EGOISTI. NON PENSANO AGLI INTERESSI DELL’ITALIA.
In realtà attraverso la Valle di Susa, attualmente, passa già il 35% del totale delle merci che valicano le Alpi! Lungo l’Autostrada del Frejus passano circa 4.500 TIR al giorno, contro i 1.500 del Monte Bianco, in val d’Aosta, dove il numero dei TIR è stato limitato per legge.
6. LA TORINO-LYON PORTA LAVORO AI PIEMONTESI.
In realtà come già sta succedendo per tutte le infrastrutture in corso, si tratterebbe di mano d’opera in gran parte extracomunitaria. Inoltre le ditte appaltatrici si porterebbero tecnici e operai dalla loro Regione (ditte e buoi dei paesi suoi). Per i comuni della Valle di Susa e della cintura di Torino arriverebbe invece un bel problema: la mafia. Turbative d'asta sono già state individuate per la fase di sondaggio geologico a carico di uomini politici piemontesi e non... figurarsi per la realizzazione dell'opera!
7. LA LINEA E’ QUASI TUTTA IN GALLERIA. CHE MALE FA?
In realtà fa malissimo. Il tracciato prevede una galleria di 23 km all’interno del Musinè, montagna molto amiantifera. La talpa che perforerà la roccia immetterà nell’aria un bel po’ di fibre di amianto. Invisibili e letali. Il vento le porterà dappertutto. Il foehn le porterà fin nel centro di Torino. Respirare fibre di amianto provoca un tumore dei polmoni (mesotelioma pleurico) che non lascia scampo. L’amianto è un materiale fuori legge dal 1977. Scavare gallerie in un posto così è illegale e criminale. E ancora: il tunnel Italia-Francia di 53 km scavato dentro al Massiccio dell’Ambin incontrerà (oltre a falde e sorgenti che andranno distrutte) anche roccia contenente uranio. E ancora: una linea in galleria si porta appresso tante gallerie minori, trasversali a quella principale. Si chiamano gallerie di servizio, o più simpaticamente, ‘finestre’. Ce ne saranno 12! Con altrettanti cantieri, tutti a ridosso di centri abitati. Sarà un inferno di rumore, polvere, camion avanti e indietro per le strette vie dei paesi, di giorno e di notte, per 15 anni almeno. E ancora: la perforazione di tratti montani così lunghi vicino a centri densamente abitati potrà prosciugare le falde idriche e gli acquedotti, come accaduto per le gallerie TAV del Mugello, oggetto di processi per disastro ambientale. E ancora: la viabilità sarà stravolta. Verranno costruiti sovrappassi in corrispondenza di ogni cantiere. Forse queste nuove strade saranno calcolate come compensazioni all’impatto ambientale dell’opera? (per averne una vaga idea, farsi un giro sull’autostrada Torino-Milano osservando i guasti della tratta TAV Torino-Novara).
8. QUEST’OPERA FA BENE ALL’ECONOMIA, PERCHE’ METTE IN MOTO CAPITALI PRIVATI.
In realtà il costo stimato di 20 miliardi di euro è tutto a carico della collettività. Tutto denaro pubblico, ma affidato a privati, secondo la diabolica invenzione del general contractor. Garantisce lo Stato Italiano. Nessun privato ci metterà un euro, soprattutto dopo l’esperienza del tunnel sotto la Manica che ha mandato in fallimento chi ne aveva acquistato i bond. I tantissimi soldi che servono a quest’opera verranno tolti alle linee ferroviarie esistenti, a ospedali, scuole, e a tutti i servizi di pubblica utilità. E ancora: è già previsto che la nuova linea ferroviaria Torino-Lyon avrà altissimi costi di gestione e che sarà in perdita per decine e decine di anni. E ancora: nonostante la maggior parte del tracciato sia in territorio francese, il governo italiano si è impegnato a sobbarcarsi il costo dei due terzi della tratta internazionale (Borgone – St.-Jean-de-Maurienne).
9.CHI E' CONTRO LA TORINO-LYON E' CONTRO IL PROGRESSO.
In realtà è vero il contrario. Il progresso non deve essere confuso con la crescita infinita. Il territorio italiano è piccolo e sovrappopolato, le risorse naturali (acqua, suolo agricolo, foreste, minerali) sono limitate, l'inquinamento e i rifiuti aumentano invece senza limite, il petrolio è in esaurimento. Progresso vuol dire comprendere che esistono limiti fisici alla nostra smania di costruire e di trasformare la faccia del pianeta. Progresso vuol dire ottimizzare, rendere più efficiente e durevole ciò che già esiste, tagliare il superfluo e investire in crescita intellettuale e culturale più che materiale, utilizzare più il cervello dei muscoli. Il TAV rappresenta l'esatto contrario di questa impostazione, è un progetto vecchio e ormai anacronistico, che prevede una crescita infinita nel volume del trasporto merci (che poi saranno i rifiuti di domani), privilegia come valore solo la velocità e la quantità, ignora la qualità, ovvero se e perché bisogna trasportare qualcosa. Ma, del resto, questo è il risultato di quando le operazioni si fanno a tavolino a Bruxelles senza mai aver visto la realtà direttamente sul luogo.
10. LA LOTTA CONTRO IL TAV E' PILOTATA DA FRANGE ESTREMISTE CHE "USANO" I VALSUSINI.
Non occorrono molte parole per rispondere: basta guardare come la polazione della valle, gli amministratori locali e i numerosi comitati promuovono e partecipano alle mobiltazioni, e lo fanno alla luce del sole, screditando di compie attacchi gratuiti e vandalismi, sia nella città di Torino che contro le forze dell'ordine.
Per chi volesse conoscere nel dettaglio il tracciato dettagliato del progetto Tav (Tac) cliccare qui, per studi economici e prospettive cliccare qui.

Tutte le banconote attualmente in uso hanno su un verso la cartina dell'Europa. In basso a destra si intravede il punto di contatto tra Occidente e Medio Oriente, ovvero la Turchia. Se tutti coloro che non ne vogliono l'ingresso nell'Unione Europea barreranno con una croce tutte le banconote, diventerà la più grande manifestazione di iniziativa popolare mai vista nel mondo. Centinaia di migliaia di banconote che gireranno per l'Europa per dire esplicitamente "No alla Turchia in Europa".
Anche oggi il blog preferito dai mangiatori di merendine Mulino Bianco debutta con un'ironica battuta sulla "città dei liberi". Ora, tralasciando il lato fastidioso della vicenda (ovvero che saremmo noi quelli illiberali quando costui è il primo che sberleffa e non riconosce le posizioni altrui), bisogna considerare quella che ci gioca a favore, ovvero: il classico "purchè se ne parli". Ma vuoi vedere che forse forse si stanno accorgendo che i blogger, oltre a far perdere tempo, possono fare anche opinione?