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martedì, 31 gennaio 2006
Gemellaggio Tocqueville-BlogMilitant? Perchè no...

Lo sapevate che Tocqueville ha un cuginetto d'oltralpe? Si chiama Blogmilitant  e si presenta come la piattaforma per i simpatizzanti della destra francese. Al momento i blog iscritti sono 866. La piattaforma è destinata a tutti, sia che "voi siate liberali, gollisti, centristi...". Sembra quasi un incipit pensato apposta per quello che in questi giorni sta accadendo all'interno di Tocqueville. Blogmilitant è contenuto all'interno del sito Cibermilitant, una sorta di megablog dell'Ump, il partito di Sarkozy, dove si possono trovare tutte le informazioni utili relative ad incontri, appuntamenti elettorali, sondaggi, opinioni, e quant'altro. da qualche giorno il forum è stato sostituito con la Web Zine, ovvero uno spazio ufficiale per gli articoli scritti dagli amministratori. Secondo la mia personalissima opinione, Tocqueville è di gran lunga fatto meglio, sia nella veste grafica che nella completezza dei contenuti. Un solo punto a favore del cuginetto francese: la sezione Action, presentata come il luogo ideale dove reperire tutto ciò che serve per "militare sul web".

Postato da: TeodoroBrandis a gennaio 31, 2006 17:09 | link | commenti (2) |
blog, francia, piattaforma, tocqueville

giovedì, 26 gennaio 2006
Torino 2006, ovvero l'olimpiade del provincialismo

Quindici giorni e Torino diverrà, sportivamente parlando, il centro del mondo. Discutendo di Olimpiadi con i torinesi, si evidenzia un atteggiamento contrastante. Da una parte il pessimismo sull’impossibile chiusura dei cantieri, sul caos che inevitabilmente abbraccerà la città, sui disagi nei trasporti pubblici, sull’inadeguatezza dell’aeroposto; dall’altra l’orgoglio di vivere in prima persona un avvenimento inconsueto, di essere protagonisti ma mantenendo sempre la proverbiale sabauda freddezza.
La città cambierà letteralmente volto durante i quindici giorni olimpici. A cominciare dalle scuole, che resteranno chiuse per l’intero periodo; continuando con i mezzi pubblici, che non circoleranno poiché tutti i veicoli saranno precettati per trasportare atleti ed addetti ai lavori sulle valli; concludendo con il centro storico che sarà una sorta di “zona rossa” a cui potrà accedere solamente chi sarà dotato di regolare pass.
Piazza Castello e piazza San Carlo, salotto e tinello cittadini, hanno cambiato radicalmente volto. Soprattutto la prima che ospiterà tutte le sere le premiazioni delle gare della giornata, a cui seguirà un concerto gratuito; questi alcuni nomi, in ordine sparso: Ennio Morricone, Lou Reed, Riccardo Cocciante, Paolo Conte, Anastacia, Andrea Bocelli, Ricky Martin, Avril Lavigne, Duran Duran, Gianni Moranti, Whitney Houston, Nek, Max Pezzali, Jamiroquai. Le presentatrici delle serate saranno Simona Ventura, Alena Seredova, Alba Parietti, Luisa Corna. Ad ogni concerto non potranno partecipare più di 7 mila spettatori, che dovranno prima passare sotto un metal detector: oltre ad accendini, torce, ombrelli e bandiere, saranno vietati anche macchine fotografiche, binocoli, telecamere e quant’altro possa essere considerato un oggetto “pesante, contundente e potenzialmente pericoloso”. La distribuzione dei biglietti è cominciata proprio questa mattina: centinaia e centinaia di torinesi si sono accalcati lungo la pedonale via Garibaldi per avere il tanto sudato (anche se con la nevicata di queste ore forse non è proprio la parola giusta) ticket. Qualcuno potrà dire che è una bella iniziativa. Già. Ogni persona, carta d’identità alla mano, può prendere al massimo due biglietti per un massimo di due concerti. Sarà pure un sistema corretto, non lo mettiamo in dubbio, ma ancora una volta ecco che il provincialismo torinese non tarda ad uscire allo scoperto. Con un piccolo sforzo si poteva, ad esempio, assegnare alla Ticketone il servizio on-line di prenotazione (facendo pagare, che so, anche 3 euro per biglietto) così che anche il ragazzo di Biella, o Cuneo, o Verbania, o Asti, o addirittura quel “lumbard” di Novara, avrebbe avuto la possibilità di assistere agli spettacoli. O forse tutti quelli che non abitano a Torino, cari Castellani, Bresso e Chiamparino, visto che a maggio non voteranno per il rinnovo dell’amministrazione non sono degni di “favori”? E poi non lamentatevi se qualcuno vi rinfaccia ancora una volta che le Olimpiadi sono solo “affar” vostro!

Postato da: TeodoroBrandis a gennaio 26, 2006 12:50 | link | commenti |

giovedì, 19 gennaio 2006
Da Cossutta a Maccanico, i grandi trombati della sinistra

La data per la consegna delle liste si avvicina sempre di più e nel centrosinistra cominciano ad affiorare le prime schermaglie di bandiera. Mettere d'accordo undici anime individualistiche non è semplice ed infatti da qualche giorno c'è aria di crisi interna in almeno tre partiti. Nei Ds la polemica riguarda l'ex ministro Vincenzo Visco che non avrebbe ancora trovato una collacazione nella lista per il Senato. Già scontate le esclusioni di Elena Montecchi e Giorgio Bogi. La Margherita non sta meglio: i tredici posti che le spettano all'interno della lista unitaria spinge la segretaria a compiere drastici tagli. Franco Marini e Dario Franceschini avrebbero pensato non ricandidare i deputati con più di tre legislature alle spalle (ovviamente salvo le deroghe ai soliti noti: Rutelli, Parisi, Castagnetti, Bindi e De Mita). Il problema, quindi, è andarglielo a dire a Gerardo Bianco e l'ex ministro Maccanico, che alla fine sono gli unici a non trovar spazio. Discorso a parte per Boccia, il grande sconfitto alle primarie pugliesi. Per lui non si tratterebbe di una punizione vera e propria. Ed in ultimo, i Comunisti Italiani che stanno vivendo una delle crisi interne più aspre della loro seppur breve vita. Il duopolio Rizzo-Diliberto ha ormai preso il sopravvento, epurando di fatto Cossutta e seguaci. Tra quelli che non troveranno posto in lista, ci sono soprattutto due nomi eccellenti: Gianfranco Pagliarulo (direttore di Rinascita) ma soprattutto Maura Cossutta, figlia d'Armando che invece sarà candidato "honoris causa" al Senato. I posti lasciati vacanti dalla corrente cossuttiana sono già stati assegnati direttamente dalla segretaria nazionale a Margherita Hack, Nicola Tranfaglia e Luigi Cancrini.

Postato da: TeodoroBrandis a gennaio 19, 2006 12:39 | link | commenti |

martedì, 17 gennaio 2006
Se Della Valle fosse davvero comunista...

Qualche giorno fa Della Valle ha strabiliato i compagni dettando le linee guida e le priorità da seguire durante il prossimo (sic!) governo. Sempre Della Valle sta lottando affinchè anche il calcio divenga al più presto una piattaforma economica pianificata e statalizzata. In sostanza, un mercato comunista. Usando lo stesso criterio economico che sta usando per il calcio, mi piacerebbe sapere cosa direbbe il signor Della Valle se Maroni stabilisse che gli utili della Tod's dovranno essere messi insieme a quelli degli altri produttori di scarpe e poi ridistribuiti equamente tra tutti.

Postato da: TeodoroBrandis a gennaio 17, 2006 13:07 | link | commenti (2) |

Ore 11, lezione di eutanasia. Docente: Silvio Viale. Complimenti!!!

Ore 11: lezione di eutanasia al liceo scientifico Einstein di Torino. A tenerla, in occasione dell'ormai abituale autogestione studentesca, l'esponente radicale Silvio Viale. Si terrà quindi domani la proiezione del video di produzione svizzera che farà vedere agli studenti come poter affrontare la morte di un congiunto "alleviandogli" la sofferenza. La sequenza delle scene è di dubbio gusto: prima il medico Jerome Sobel spiega a Micheline, impiegata delle poste di Losanna, malata terminale, tutti gli aspetti legali dell'eutanasia. Espletate le procedure burocratiche arriva il "sì" di Micheline e il giorno della morte. Il dottor Sobel le dà le pastiglie per evitare la nausea, quindi la pozione al gusto di arancia che spegnerà la sua vita. Lei beve dal bicchiere poi, dopo una manciata di minuti, si assopisce e muore. Nelle ultime immagini il dottor Sobel chiama la polizia per annunciare che è avvenuto un suicidio assistito e spiega: "Soffro, ma so di fare la cosa giusta". L'attività (o la campagna elettorale?) di Viale, però, non si fermerà qui. Dopo aver distribuito ricette per la pillola del giorno dopo davanti a vari licei, anche cattolici, sarà nuovamente ospite di un istituto scolastico in autogestione per parlare di "ingerenze vaticane nella vita degli italiani".

In questa sede non vogliamo dare giudizi sulla moda delle autogestioni da parte degli studenti, ma piuttosto sull'intervento del caro dottor Viale: secondo noi, cercare di convincere un gruppo di adolescenti che la soluzione migliore per non soffrire sia la morte ci pare assai pericoloso per la psiche ancora "instabile" della platea, caratteristica propria di quell'età.

Postato da: TeodoroBrandis a gennaio 17, 2006 11:40 | link | commenti (1) |

lunedì, 16 gennaio 2006
MENO PACS, PIU' BABS

Avremmo anche noi voluto dire la nostra sulla manifestazione comunista a favore dei Pacs. Ma (ubi maior) ci limitiamo a linkare questo splendido resoconto del neo-blogger Babs (era ora che ti svegliassi :-)). Non c'è che dire, sottoscrizione avvenuta!

Postato da: TeodoroBrandis a gennaio 16, 2006 17:24 | link | commenti |

mercoledì, 11 gennaio 2006
Memorie fotografiche a confronto

Margherita Boniver, il sottosegretario agli esteri che per prima visionò il video dell'uccisione di Quattrocchi direttamente nella redazione di Al Jazeera, ha confidato ieri a Repubblica che quello diffuso in Italia non si tratta dell'originale, di quello in sostanza che avrebbe visto lei. "Nella sequenza che vidi si sentiva solo la voce del povero Quattrocchi e non c'era nessuna voce in arabo. Ho una buona memoria fotografica. Ho visto il filmato due volte e non mi ricordo la presenza delle ombre. La sostanza è indubbiamente la stessa, ma non mi spiego il perché di questa differenza". Ed infatti, come non poterle credere? Ecco cosa disse il 12 ottobre 2004 ai microfoni Rai non appena rientrata in Italia: "C'è il povero Quattrocchi inginocchiato vicino a quella che sarà la sua fossa, con le mani legate in avanti e in testa una kefiah palestinese. La prima cosa che si sente è la voce di Quattrocchi che dice: "Posso levarmi..." e indica il foulard che ha in testa. A quel punto risponde una voce in italiano che dice: "No", e dà l'impressione che ci sia un dialogo in italiano. Quattrocchi risponde: "Allora vi faccio vedere io come muore un italiano". Poi esce un braccio dal fuori campo con una pistola che spara due colpi. L'ostaggio si accascia e viene adagiato nella fossa". Non riesco proprio a capire perchè ci debba sempre essere qualcuno che voglia sempre fare la figura della prima della classe in ogni occasione, che debba mettersi in evidenza smentendo i suoi stessi funzionari o alleati di governo, che debba comunque trovare un pretesto per innalzarsi a paladina della verità. Ma forse in questo caso nulla di tutto ciò è voluto e premeditato, ma semplicemente "causato", come può dimostrare la nostra memoria fotografica.

Postato da: TeodoroBrandis a gennaio 11, 2006 12:58 | link | commenti (1) |

martedì, 10 gennaio 2006
Febbre da cavallo - The game

Hai sempre sognato di essere come Mandrake, bello e vincente? O forse meglio il lazialissimo Er Pomata? Da oggi si può con questo simpatico giochino. Ma attenzione: non rispondiamo di un'eventuale bancarotta :-)

Postato da: TeodoroBrandis a gennaio 10, 2006 13:20 | link | commenti |

lunedì, 09 gennaio 2006
No ai Pacs (e vi spiego perchè)

Sarò schietto: sono contrario ai Pacs. E vi spiego il perchè, riportando prima gli stralci della petizione che le associazioni (Arcigay in primis) vorrebbero far firmare e poi in corsivo la puntuale confutazione.

"Le attuali leggi italiane non permettono a due persone dello stesso sesso di dare una regolamentazione giuridica ai loro rapporti di coppia, neanche se basati su convivenze stabili. Non è così nel resto d’Europa. Leggi specifiche riconoscono dignità e diritti alle coppie omosessuali in Francia, Germania, Olanda, Belgio, Portogallo Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda, Lussemburgo e nelle regioni spagnole di Catalogna, Aragona, Navarra. La Gran Bretagna, la Svizzera e la Croazia stanno per approvare leggi analoghe su proposta dei rispettivi governi". Se quello che dite è vero e noi dobbiamo accettarlo, allora voi dovreste accettare che, usando il vostro stesso linguaggio, siete solo voi a volere i Pacs contrariamente al "resto d'Europa" (Austria, Malta, Cipro, Estonia, Lituania, Lettonia, Slovenia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Romania, Bulgaria, Ungheria, Ucraina, Russia).

"La Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea vieta qualunque discriminazione motivata dall’orientamento sessuale e riconosce a tutti il diritto a costituire una famiglia". In Italia è già così: l'articolo 37 della Costituzione afferma che "La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore" (nessuna discriminazione motivata dal sesso), mentre l'articolo 29 della Costituzione afferma che "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio". Ora, tutto sta nel decidere cosa si intende per "naturale". Dal mio punto di vista significa "maschio-femmina", ovvero i due generi creati dalla natura per la salvaguardia e la sopravvivenza della specie, senza uno dei quali ci si estinguerebbe senza possibilità di ritorno.

"Il PACS (Patto Civile di Solidarietà) non rivolto solo alle persone omosessuali: è uno strumento a cui possono accedere anche le coppie di sesso diverso che non vogliono contrarre matrimonio ma preferiscono una regolamentazione più snella e leggera per il loro rapporto". In questo capoverso si raggiunge il paradosso: in sostanza si vorrebbero estendere i Patti anche alle coppie eterosessuali così da consentitre loro di avere tutti i diritti di una famiglia unita in matrimonio, ma nessuno dei loro doveri (tentativo di riconciliazione, responsabilità condivisa, ecc.). Credo che se una coppia etrosessuale voglia sancire legalmente la propria unione possa già farlo semplicemente ricorrendo al rito civile, ovvero perdendo dieci minuti del porprio tempo ad ascoltare i diritti ed i doveri della famiglia e firmando il contratto corrispondente di fronte due testimoni ed un delegato del sindaco.

"Questa legge non impone nulla alle coppie di fatto che non vogliano darsi alcun vincolo giuridico: il PACS è un’opportunità in più per tutti, non è un obbligo per nessuno. Per le coppie di fatto che intendono rimanere tali ma che hanno un carattere di convivenza stabile la legge prevede alcuni riconoscimenti in più, nel rispetto della volontà della coppia di non darsi nessun vincolo normativo. Assistere il/la propria partner in ospedale, partecipare alle decisioni che riguardano la sua salute e la sua vita, lasciare in eredità il proprio patrimonio alla persona con cui si è condivisa l'esistenza senza le gravose imposizioni fiscali previste per un estraneo sono alcune delle opportunità, oggi negate, che verrebbero introdotte dalla nuova legge." E quindi a che serve una legge che non impone nulla? A regolamentare? Ma allora esiste il rito di matrimonio civile (ah già, dimenticavo: lorsignori/e vogliono solo diritti senza doveri). Troppo comodo...

 

Postato da: TeodoroBrandis a gennaio 09, 2006 13:22 | link | commenti (14) |