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Ma è possibile che un semplice blogger da casa sua, semplicemente con la conoscenza di due nozioni base dei regolamenti parlamentari, arriva a scrivere una notizia prima (fa fede l'orario del post) dei giornalisti che al Senato lavorano, magnano e dormono?
L'Unione esulta ma Franco Marini si chiama così all'anagrafe. Francesco Marini non esiste quindi chi ha scritto così voleva annullare la preferenza. L'elezione è irregolare, non c'è la maggioranza per un solo voto. E lo sto dicendo a scrutinio aperto (guardare orario in basso al post per credere).
UPDATE/1 - Ecco le liste, come potete vede il capolista Lazio e Abruzzo è Franco Marini! Si fosse chiamato Francesco la dicitura sarebbe stata"Marini Francesco detto Franco". In aula è da mezz'ora che vanno avanti, non è possibile fottersene così delle regole.
UPDATE/2 - Quel meschino del presidente provvisorio in fase di scrutinio ha letto a voce alta soltanto una volta Francesco Marini. In realtà sono tre le schede da annullare. Lo abbiamo detto a scrutinio ancora aperto: ora il risultato corretto è 159 a 155. Non ci vuole molto: il voto dato a Calderoli e un paio di bianche. Ah, dimenticavo: qualcuno traduca in spagnolo al senator Pallaro cosa sta succedendo.
UPDATE/3 - AVEVO RAGIONE! Si ripete la votazione!
Secondo me, è e rimane un uomo:

deve rispettare il regolamento
e indossare giacca e cravatta!
Marco Pannella è stato cacciato dall'aula del Senato, dove questa mattina stava assistendo come ospite all'elezione della Presidenza dell'assemblea. Protestando contro l'esclusione della lista socialista-liberale, Pannella ha gridato più volte contro il presidente provvisorio Oscar Luigi Scalfaro che non ha esitato ad espellerlo dall'aula. Come se non bastasse, mentre lo accompagnavano fuori, Pannella ha dovuto subire anche l'implicito sfottò dei commessi: "Venga, la accompagnamo fuori. Auguri per la prossima volta".
Sarà Rocco Butiglione il candidato della Cdl a Torino, nella quasi impossibile scalata al municipio di Torino. Anche il sindaco in carica Sergio Chiamparino, non appena è stata ufficializzata la candidatura udiccina si è lasciato andare in un gran sospirone sorridendo di fronte le telecamere. Il ministro-filosofo, cresciuto e formatosi a Torino al classico D'azeglio, figlio dell'allora questore cittadino, ha accettato di mettersi in gioco "più per unità della coalizione che altro". Sino a ieri, infatti, le proposte dei quattro partiti del Polo erano altrettanti esponenti differenti: si passava dal corrdinatore regionale di Forza Italia Crosetto a quello provinciale di An Ghiglia. Tutti, comunque, candidati di bandiera. Tanto vale, allora, mettere in campo la bandiera più prestigiosa: e per questo alla fine l'ha spuntata Rocco Buttiglione. Ma come la prenderanno i torinesi questa "paracadutata"? A giudicare le ultim amministrative si direbbe che il ministro non ha alcuna possibilità di elezione. Un criterio molto importante per i torinesi è il "vivere la città". Ancora oggi si rinfaccia a Roberto Rosso, candidato del centrodestra nel 2001, di esser un vercellese che ha voluto provare a conquistare il capoluogo; stesso discorso per Raffaele Costa nella tornata precedente che, non a caso, ora è presidente della provincia di Cuneo. Ed è risaputo che da sempre Cuneo sta a Torino come l'Australia all'Inghilterra. Ma allora, che si poteva fare di diverso? Qualcuno proponeva Enzo Ghigo, ma l'ex governatore ora senatore, crediamo non avesse certamente voglia di provare un'esperienza già prpovata. Ovvero stare sotto di 150 mila voti a Torino, proprio i voti torinesi che l'anno scorso consentirono a Bresso di conquistare la Regione. La nostra sensazione è che anche questa volta per il candidato del centrosinisttra (rafforzato anche dell'intesa con Rifondazione comunista, sinora all'opposizione cittadina) si propspetta una vittoria a mani basse. Al Polo torinese, purtroppo, manca il consenso di quella la sinistra chiama "la società civile": professori universitari, professionisti, associazionismo, enti culturali, opinion leader e quant'altri posano non identificarsi nei politici di mestiere. Il motivo di tale mancanza è semplice da spiegare: stare con il più forte (in questo caso chi governa) conviene sempre. Caratteristica che i torinesi conoscono da sempre: Savoia docent.
E' sempre così: non appena un grande evento approda in una città ecco che tutti i mattoni esplodono. Nel senso che non si riesce più a trovare una sistemazione ad un normale prezzo di mercato. Alcuni ragazzi tedeschi, allora, per aiutare tutti i tifosi-turisti che a giugno andranno in Germania in concomitanza con i Mondiali di calcio, hanno pensato di organizzare una vera e propria mappa della domanda-offerta di locations. In sostanza, attraverso la piattaforma ospitata nel loro sito, è possibile trovare appartamenti economici nelle città ospitanti le partite (Berlino, Dortmund, Gelsenkirchen, Hannover, Colonia, Monaco, Norimberga e Stoccarda). Il guadagno per gli ideatori del sito? Una piccola percentuale sulla trattativa avvenuta.
L'uomo nuovo di quest'ultima tornata elettorale è un ottantenne che forse dell'Italia conosce soltanto gli spaghetti, la pizza e, naturalmente, la moneta. L'accento lo tradisce anche nell'uso della lingua ma di certo non nell'"abilità" di esporre le proprie richieste. Luigi Pallaro è stato l'unico senatore in grado di farsi eleggere come indipendente in una circoscrizione estera (America Latina). Pare che sia Berlusconi che Prodi lo abbiano già contattato per reclutarlo all'interno delle proprie coalizioni. Ma, nonostante sia intimo amico di Tremaglia e abbia partecipato da protagonista alla kermesse Azzurri nel Mondo, la sensazione è che Pallaro (questo sì, da buon italiano) stia tirando un po' troppo la corda: in queste ore sta sorvolando l'oceano per incontrare Prodi a Roma che, a quanto pare, gli vorrebbe proporre la presidenza del Senato. Il "No, grazie, in aula non potrrei votare e io invece voglio votare" la dice molto lunga su quello che dovremo aspettarci da questo "italiano". Ed infatti, all'Ansa che domanda cosa dirà a Prodi quando gli verrà chiesto di votare la fiducia, non ha timori nell'esprimersi con una metafora a dir poco imbarazzante: "Tu quando corteggi una ragazza non è che il primo giorno te la porti a letto. Occorre fare tutta una serie di trattative, andare avanti e indietro e poi si vedrà". Giusto, caro senatore Pallaro, "quando corteggi una ragazza". Ma non quando hai a che fare con delle prostitute.
In anteprima, vi sveliamo con che criterio Prodi proporrà i nomi per il prossimo governo. A detta di molti è un sistema sicuro, che gratificherà sia i cittadini-elettori che i futuri ministri, ma soprattutto si basa su un metro di giudizio assolutamente oggettivo che premia la popolarità ed il consenso.
Succede che tre giorni prima delle elezioni rilasciano Fiorani; succede che un giorno dopo le elezioni arrestano Provenzano; succede che una settimana dopo le elezioni arrestano Ricucci; succede che un giovane rumeno uccide a Torino un anziano omosessuale siciliano perchè gli aveva chiesto una prestazione non concordata; succede che un gorilla dello zoosafari di Fasano lancia pietre contro i visitatori e ne ferisce uno; succede che Veltroni improvvisamente si accorge di poter abbassare l'Ici; succede che Fabio Capello probabilmente proverà a vincere la scommessa più difficile della sua vita; succede che da lunedì 11 l'indice S&P della Borsa italiana sta inesorabilmente crollando. E, nonostante tutto, succede ancora che le zecche continuano a tossire.
Andrea Pezzi, in un intervista rilasciata a Gioia, consiglia a tutti i giovani di "cliccare su www.tocque-ville.it". Il servizio entra in una sezione speciale del settimanale riservata al mondo del web ed al rapporto che i giovani nutrono con esso. Tocqueville e Leftwing sono, per il giovane conduttore televisivo, due modelli di riferimento per le differenti culture politica di centrodestra e di centrosinistra. "Entrambi - dice Pezzi - propongono dibattiti politici interessanti, uno dell'area liberale di centro-destra, l'altro da quella di sinistra. Ma senza faziosità, con posizioni spesso bipartisan. Io li consulto per dovere professionale, ma li apprezzo comunque perchè non fanno della politica oggetto di polemica. E frequentandoli ho capito che il mondo dei giovani è fatto di infinite sensibilità, tutte diverse. A loro non ci si deve rivolgere con la verità in tasca, ma invitandoli a mettere in gioco la propria esperienza". Personalmente credo che sia un bell'apprezzamento quello che viene rivolto a Tocqueville in quanto comunità ma in mnaiera indiretta anche a tutti coloro che "sputano sangue" per mantenerla sempre a questi livelli. Mi permetto però di fare una piccolissima critica ad Andrea Pezzi: perchè qualche volta, oltre a Mario adinolfi, non invita nella sua trasmissione anche qualcuno di Tocqueville?