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martedì, 22 novembre 2005
23 novembre 1980, terremoto in Irpinia. Una testimonianza per non dimenticare.

Venticinque anni si consumava la più grande tragedia del Sud Italia dell'ultimo secolo: 300 mila sfollati, 10 mila feriti, 2 mila morti nel terremoto che devastò l'Irpinia. Annamaria Buongiorno allora viveva a Solofra, cittadina nell'epicentro della scossa: oggi ha 41 anni e ormai si è stabilita a Leno (Bs), il paese che per primo aiutò i terremotati e con i quali poi ottenne un gemellaggio istituzionale. Lasciamo a lei la parola: 
"La mia regione di origine è la Campania e ogni 23 novembre ricorre il triste anniversario del terremoto dell'Irpinia del 1980. Questa data è per me un appuntamento importante con la storia della mia terra natìa . Ricordare quella domenica di 23 anni fa evoca in me sensazioni ed emozioni profonde miste a dolore,ansia paura e tenerezza per i miei genitori che non ho più. Allora ero una studentessa di sedici anni e nel pieno della mia adolescenza ho vissuto una situazione drammatica, che ha poi dato una sorta di linfa vitale al mio "approccio" con la vita. La forza di guardare avanti,di ricominciare.
Alle 19,34 del 23 novembre 1980 io e la mia famiglia eravamo in casa aspettando di metterci a tavola per la cena e intenti in un mènage di vita domestica. Mio padre guardava la sintesi di una partita di serie A, io mi trovavo in soggiorno in compagnia della mia sorellina ed ero alle prese con un capitolo di storia, mia madre invece era impegnata tra i fornelli con il resto della famiglia. Improvvisamente un boato squarciò la tranquillità della mia e di tante famiglie irpine. Abitavo in un condominio di nuova costruzione e al susseguirsi di quelle scosse violente sentii cadere calcinacci, voci urlare di scendere in strada, il rumore di vetri in frantumi e al buio, con l'angoscia e purtroppo la consapevolezza di essere in balia di un terremoto.
A fatica guadagnammo l'uscita dal palazzo. La vecchia fiat 128, per quella prima notte segnata dall'inquietudine, divenne il nostro riparo. Mi nasce dentro, al ricordo, un sentimento di affetto per il coraggio mostrato dal mio papà, che risalendo le due rampe di scale al buio ritornò nell'appartamento e ci procurò coperte e acqua da bere. All'indomani, con la luce del giorno, lo scenario delle vie del paese era straziante: tra cumuli di macerie, polvere e lacrime in un'atmosfera surreale Solofra (il mio paese) contava i suoi morti.
Vittime innocenti di un fenomeno devastante della natura che agisce silenzioso, in maniera crudele e che lascia morte e distruzione al suo passaggio. Senza nessuna pietà per la sofferenza. La pietà è un tratto puramente umano e ancor di più cristiano. Passammo circa una settimana in uno stato d'ansia e incertezza a chiederci se fosse prudente rientrare in casa visto che la stessa era stata dichiarata agibile. Ma la voglia di riprendere in mano la propria vita, le proprie abitudini e la stanchezza prevalsero sulla paura e ci rientrammo dopo pochi giorni dal sisma.
Ma le mie notti non erano tranquille. Dormivo nel lettone con i miei genitori, avevo bisogno di sicurezza e protezione in quanto non riuscivo a liberarmi da quel malessere interiore procuratomi dal terremoto. La casa che fino ad allora era stata il mio porto sicuro, si era trasformata in una prigione da cui fuggire, e da lì a poco ci rifugiammo in rassicuranti alloggi di fortuna, anche se poco confortevoli.Ci sono voluti molti mesi perché in me si allentasse l'ansia e ritrovassi il coraggio di sedermi nuovamente al tavolo del mio soggiorno con il libro di storia.
Il tempo trascorso aveva riportato la "normalità" nel mio paese, il lavoro, la scuola, tutto era ripreso a funzionare in quel meraviglioso vortice che è la vita. Credo che il ricordo di quel giorno non rischi l'oblio e sono certa che nel mio cuore l'esperinza di aver vissuto quel dramma collettivo resti come testimonianza di sofferenza che mi accompagna nella crescita, in quanto è proprio il dolore a dare valore al percorso di vita di ogni uomo. Vita che, comunque sia, continua".

Postato da: TeodoroBrandis a novembre 22, 2005 16:03 | link | commenti |


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